martedì 1 gennaio 2013

Parole informatiche: memoria

Quando un anno muore e un altro muove i primi passi, è inevitabile fare dei bilanci e considerare se gli obiettivi che ci siamo prefissati dodici mesi prima sono stati raggiunti o meno.
Grazie a voi questo blog ha raggiunto livelli di popolarità che non avrei mai immaginato all'inizio dell'avventura: per questo non posso fare altro che ringraziarvi di cuore.
Guardare indietro nel tempo, ripercorrere il cammino compiuto e fare bilanci: questioni di memoria. E quale miglior parola se non memoria potevo scegliere per iniziare l'anno con un nuovo post di "parole informatiche"?
"Memoria" è una parola-mondo: multiforme, affascinante, dalle mille sfaccettature.
Fa venire in mente cose molto diverse: la scatola meravigliosa che abbiamo in testa (e che ci permette, autoreferenzialmente, di pensarla), la giornata del 27 gennaio, le memorie dei computer, e, perché no, la voce di Barbra Streisand nel celebre brano di Andrew Lloyd Webber:


In ambito informatico, la memoria è quella parte del computer che serve a immagazzinare dati e programmi.
La capacità della memoria rappresenta, assieme alla velocità del processore, uno dei fattori fondamentali che consentono al computer di eseguire calcoli in modo più efficiente di quanto possa fare un operatore umano, generalmente più lento e in grado di conservare in testa una quantità di informazioni molto minore.

Ho detto, poco fa, che la memoria conserva sia i dati su cui la computazione opera, sia le istruzioni che indicano quali operazioni devono essere eseguite. Detto così, sembra una banalità, eppure la coesistenza di queste due tipologie di informazioni nello stesso spazio rappresenta il principio chiave dell'architettura di Von Neumann, genialmente concepita negli anni Quaranta del secolo scorso e tuttora fondamento irrinunciabile di quasi tutti i computer.

Già, la memoria. Bè, si fa presto a dire questa parola, ma in realtà c'è memoria e memoria. La principale differenza è quella che riguarda le prestazioni (e quindi i costi), e che permette di distinguere tra memorie cosiddette "centrali" o "primarie" e memorie cosiddette "di massa" o "secondarie".
Le prime sono memorie più pregiate: più veloci, più costose, solitamente collegate al processore in modo molto diretto, attraverso il cosiddetto bus di sistema: la memoria RAM è la porzione più rilevante della memoria centrale. Le memorie secondarie consentono di conservare informazioni in modo persistente, cioè anche dopo che il computer viene spento: tra esse rientrano i dischi ottici (CD, DVD, ecc.), oltre che i dischi e i nastri magnetici, le memorie flash, e così via.

Con questa minima pillola informatica, inizia il nuovo anno di Mr. Palomar: l'auspicio è che il nuovo anno sia brillante e sereno, e che tutte le memorie (soprattutto quelle umane) funzionino meglio di quanto non sia accaduto in passato.

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