sabato 23 giugno 2018

La citazione matematica del sabato (#6)


Come posso spiegarmi? Pensa dunque: in una data operazione, cominci con numeri solidissimi, che possono rappresentare metri o pesi o qualunque altra cosa concreta, insomma, con numeri reali. Alla fine del calcolo, ritrovi numeri reali. Ma i due gruppi sono legati da qualcosa che non esiste. Non è come un ponte che ha solo i piloni delle estremità e che noi, tuttavia, traversiamo come se fosse intero? Per me, un calcolo simile ha del trucco, come se un pezzo di strada andasse Dio sa dove. Quello che più mi sgomenta, è la forza che possiede, capace di reggerti e di farti arrivare dall'altra parte.

Robert Musil, da "I turbamenti del giovane Törless" (1906)
(in questo passaggio il protagonista assiste a una lezione di matematica e rimane disorientato dall'utilizzo dei numeri immaginari in calcoli molto pratici e concreti)

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La citazione matematica del sabato (#10)

Io odio l'algebra. John Conway (grande matematico inglese, che ho citato, ad esempio, in questo post )