Carnevale della Matematica #86 sul Coniglio Mannaro

È quasi notte; nel cielo brunito, striato dai riverberi tardivi del tramonto, dondola indolente una falce di luna. La luce è incerta. Un soffio lento carezza il mare, e come il respiro di un amante ne increspa le acque di lapislazzuli. La brezza lieve sale fra gli arbusti, impregna le vecchie strade incrostate di sale, si intrufola fra le imposte socchiuse...

Sfido chiunque a trovare un'edizione del Carnevale della Matematica con un incipit poetico ed evocativo come questo. Solo Spartaco Mencaroni, sopraffino narratore, nonché medico e divulgatore matematico, potrebbe regalarci una cosa del genere. Ovviamente con il suo fedele Coniglio. 
Il Carnevale n. 86 è uscito già da tre giorni, e, come spesso accade, il mio post celebrativo arriva in gran ritardo. Ma tant'è. 
All'insegna del verso introduttivo "canta intrepido" (dettato dalla Poesia gaussiana del Sommo Popinga), della cellula melodica associata al numero 86 (secondo l'idea di Flavio "Dioniso" Ubaldini), e del tema "matematica, amore e fantasia", l'edizione carnevalesca di giugno si snoda con mirabile leggerezza e con grande generosità di contributi.

Mr. Palomar ha contribuito con un "post scriptum" relativo alla questione del numero delle scale musicali, e con una nuova puntata della serie degli enigmi di Coelum.

La prossima edizione del Carnevale sarà ospitata dal già citato Dioniso presso il suo blog Pitagora e dintorni. Complimenti a Spartaco e a tutti i contributori. E a chi non ha ancora letto il Carnevale, buon divertimento!

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