Intorno al 1990, quando stavo per completare il liceo scientifico, una delle rubriche de "Le Scienze" era intitolata "(Ri)creazioni al calcolatore": era curata dal matematico e informatico canadese Alexander Dewdney, che aveva raccolto le pesantissime eredità di Martin Gardner e Douglas Hofstadter. Ricordo molto bene il piacere che provavo nel leggere quegli articoli riguardanti temi di matematica ricreativa, automi cellulari, algoritmi e giochi logici; e ricordo quanto il piacere si facesse ancora più intenso quando mi cimentavo nell'implementazione pratica al computer di quanto spiegato da Dewdney.


Certamente questo libro ebbe su di me un forte ascendente, e contribuì a rafforzare la mia attrazione verso l'astronomia e la scienza in generale.
Ricordo bene anche una puntata di Mixer del 1989 in cui Minoli intervistava Asimov, e ricordo come nel 1992 la morte del grande divulgatore e scrittore mi addolorò molto.
Negli stessi anni in cui leggevo i saggi di Asimov, divorai anche molte delle sue opere di fantascienza, dal ciclo della Fondazione a "La fine dell'eternità": e anche queste letture hanno senza ombra di dubbio un posto d'onore tra i libri della mia vita.
Le Scienze la leggevo da giovane, quando c'era ancora il mitico Martin Gardner, poi Hofstadter. Ecco DHR con GEB è il mio libro, letto un po' troppo tardi, ma appena uscito.
RispondiEliminaAsimov, certo, specie i robots e la dr. Calvin (spero si chiamasse così, poi recupero i libri superstiti e li rileggo).
anche per me il ciclo della Fondazione è insuperabile, ma vorrei poter ricordare un libro molto bello che ho letto con molto piacere: Flatlandia.
RispondiEliminaCredo che qualcuno abbia pubblicato anche un seguito, ma non sono mai riuscito a trovarlo.