martedì 15 ottobre 2013

Buon compleanno, Calvino!

Devo farcela. Entro mezzanotte. Un post magari breve, pochi concetti senza troppi fronzoli: ma un post deve uscire, entro mezzanotte. Già, perché quando un amico compie gli anni, non è tanto bello fargli gli auguri in ritardo. È brutto dare l'impressione di esserci dimenticati, o di aver dato la precedenza ad altre cose.
Quando poi l'amico non è uno qualsiasi, ma Italo Calvino, bè, diventa decisamente fondamentale rispettare i tempi. Già scrivere adesso, a ridosso della fine della giornata, non mi fa onore. Ma tant'è: mica si può essere perfetti. E comunque, in un blog che ruba il nome al titolo di uno dei libri più belli (a mio parere) del grande scrittore, tacere la ricorrenza di oggi, 15 ottobre, sarebbe una colpa imperdonabile.
Quindi lo dico: buon compleanno, Italo Calvino. Avrebbe novant'anni oggi: mica tanti, in fondo. Da quel triste 19 settembre del 1985 sono passati quasi trent'anni: chissà quanti e quali libri meravigliosi avrebbe potuto scrivere, se la sua vita non si fosse interrotta così prematuramente.

Il quesito non ha risposta, ovviamente. Eppure, siamo a conoscenza di un romanzo che Calvino avrebbe voluto scrivere e che invece non scrisse mai. Di quest'opera mai realizzata conosciamo anche il titolo: "L'ordine nel delitto". Si tratta di un romanzo poliziesco, che Calvino aveva concepito come sviluppo dell'idea presente nel racconto "L'incendio della casa abominevole", pubblicato nel 1973 sull'edizione italiana di Playboy. Grazie a questo racconto, Calvino fu ammesso nel celebre gruppo dell'OuLiPo (Ouvroir de Littérature Potentielle).
Secondo alcune testimonianze, proprio nel 1985 il narratore sanremese progettava di riprendere in mano quel suo vecchio racconto, ma la morte rese la cosa impossibile (così come impedì a Calvino di ricevere, proprio alla fine di quell'anno, il Nobel per la letteratura che, secondo alcuni, gli accademici svedesi avevano già deciso di consegnargli).

Il racconto dal quale sarebbe dovuto derivare "L'ordine nel delitto" è un sorprendente esempio dell'interesse che Calvino nutriva per la matematica, e addirittura per l'informatica. Si tratta infatti di una intricata storia poliziesca dalla struttura combinatoria: trovare la soluzione del caso rappresenta un problema computazionale molto complesso, che può essere affrontato soltanto utilizzando un computer. Non a caso, per realizzare il racconto originario, Calvino si servì della consulenza di un programmatore, tale William Skyvington. 
La storia prende le mosse dal ritrovamento di un diario quasi distrutto contenente la testimonianza di dodici  atti abominevoli compiuti in una casa devastata da un incendio: accoltellare, diffamare, drogare, indurre al suicidio, legare e imbavagliare, minacciare con pistola, prostituire, ricattare, sedurre, spiare, strozzare, violentare.
Quattro sono le persone che hanno abitato la casa, e che sono morte nell‘incendio: una affittacamere, un giovane diseredato, una fotomodella, un ex campione di catch.
Un programmatore (guarda caso) viene incaricato di sbrogliare la matassa, cioè capire di chi era il diario e chi è il colpevole.
Calvino descrive esplicitamente l'idea combinatoria e quindi fortemente matematica:

Anche ammettendo che ognuna delle dodici azioni sia stata compiuta da una sola persona ai danni d'una sola altra persona, ricostruire gli avvenimenti è un compito arduo: se i personaggi in questione sono quattro, presi a due a due possono configurare dodici relazioni diverse per ciascuno dei dodici tipi di relazione elencati. Le soluzioni possibili sono dunque dodici alla dodicesima potenza, cioè occorre scegliere tra un numero di soluzioni che ammonta a ottomilaottocentosettantaquattro miliardi, duecentonovantasei milioni, seicentosettantaduemiladuecentocinquantasei. Non c'è da stupirsi se la nostra troppo indaffarata polizia ha preferito archiviare l'inchiesta, con la buona ragione che, per quanti delitti possano esser stati commessi, certo i rei sono morti insieme alle vittime. 

Per un informatico come me, questo è davvero meravigliosamente interessante. Quindi, a maggior ragione: tanti auguri, Italo.

1 commento:

  1. È probabile che qualcun altro, leggendo il mio post, se ne sia accorto e si sia fatto qualche domanda: nel testo di Calvino si cela, almeno in apparenza, un errore di calcolo, dato che 12 elevato alla 12 non fa 8.874.296.672.256, ma 8.916.100.448.256.
    La faccenda è abbastanza strana. Qualcuno ha una spiegazione?

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